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Gabriella Quaranta - Note biografiche

Nessuno è in grado di rappresentare realmente la sofferenza...

Nemmeno chi l'ha vissuta.


L'esperienza formale di Gabriella Quaranta gravita su coordinate intellettuali che servono ad indicare percorsi oggettivi cui sottende un immaginario involontario.
La materia scultorea sembra concretarsi indipendentemente dal tocco dell'autrice, che asseconda il nascere dell'immagine i cui termini oscillano tra una formulazione zoomorfica ed una antropomorfica.

Il tutto scaturisce da un fecondo immaginario in cui la coercizione della mente si risolve in ombreggiature luministiche, e risulta giocato sull'incertezza-certezza del fare e del pensare, lasciando sfogo alle interpretazioni più diversificate.
Gabriella Quaranta si affida ad una matrice intellettuale i cui percorsi si determinano formalmente.
La sua scultura segue canoni percettivi determinati in cui la figuratività si stempera attraverso linee maggiormente libere da consequenziali stilemi.
La ricerca colta e la manualità dell'autrice, appaiono in diretta comunicazione fino a determinare una univoca meta che sottolinea il processo dei percorsi tracciati.
Maria Antonietta Mamone


Vedi le opere del ciclo Mythos

Vedi le opere del ciclo Arturiano

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