atlante head 600x100

Donato Scapati - Opere del ciclo Tolkien

Donato Scapati - Opere del ciclo Tolkien

Queste composizioni fanno parte di una serie di lavori che perseguono, più che un tema, una linea di condotta comune, una serialità di intenzioni che privilegia l'aspetto globale e relega l'individualità compositiva in secondo piano.
Il referente formale è da ricercarsi in diverse tendenze artistiche contemporanee in cui lo spazialismo di Fontana assume particolare rilevanza.
La presenza (l'intrusione) di elementi eterogenei, estranei alla ricerca pittorica è comunque giustificata dalla palese, voluta mancanza della profondità nel tessuto pittorico circostante, la pittura cede il passo in favore di una materia che non le appartiene.
La pietra lavica penetra e rigonfia la tela, creando squarci sanguinolenti, riferimento alla transitorietà della nostra stessa esistenza, che è regolata da fattori che prescindono dalla nostra volontà (la presenza incombente e minacciosa del vulcano, palesata dalle pietre).
La tela è animata e penetrata; il colore si spegne, cola via, restano solamente il rosso e il nero così impietosamente vivi.
In un gioco di finzione e di spiazzamento sulla superficie si alternano riferimenti simbolici elementari come la corona di spine che rimanda a memorie catechistiche, dove il richiamo alla vita di Cristo è solo nel dolore, nella passione; riferimenti totemici in cui la presenza immota di un pezzo di legno fasciato di tre corde pone inquietanti interrogativi; riferimenti semplicemente evocativi come il rametto di "Bosco Atro" che evidenzia il collegamento con la terribile foresta di tolkieniana memoria, richiamata dal nero minaccioso e dalle numerose, filiformi colature.

Donato Scapati - Bosco Atro 1998


Vi fornirò di otri per portare l'acqua, e vi darò archi e frecce. Ma dubito molto che qualsiasi cosa troviate dentro Bosco Atro sia tanto salubre da essere potabile o commestibile.

Donato Scapati - Apollo e Daphne 1997


Non lontano dalla foce del Fiume Selva c'era la strana città di cui egli aveva sentito parlare dagli Elfi nelle cantine del re.

Donato Scapati - Opera 1 1997


 Era un viaggio molto faticoso, silenzioso e furtivo. Non c'erano risa o canzoni o suoni d'arpe, e la fierezza e la speranza suscitate nei loro cuori dal canto delle antiche canzoni sul lago si spensero in una stanca malinconia.

Donato Scapati - Opera 2 1997


Nel frattempo alcuni di essi esplorarono il crinale al di là dell'apertura e trovarono un sentiero che portava sempre più in alto sulla Montagna; ma non osarono avventurarsi tanto in là, e d'altra parte non sarebbe servito a molto.

Donato Scapati - Quatro Elementi 1997


Passarono quattro giorni, alla fine dei quali seppero che le schiere riunite degli Uomini del Lago e degli Elfi si affrettavano verso la Montagna.

Donato Scapati - Tre Elementi 1998


Improvvisamente ci fu un grido fortissimo, e dalla Porta venne uno squillo di tromba. Avevano tutti dimenticato Thorin! Parte del muro, scalzato da leve, crollò e cadde nella pozza.

Donato Scapati - Icona 1998


Ruggendo si volse verso la città. Una nuvola di frecce nere si levò in aria e tintinnò spuntandosi sulle sue scaglie e sui suoi gioielli, e i dardi ricaddero sul lago incendiati dal suo respiro bruciante e sibilante.

Donato Scapati - Passione 1998


Sapeva che sarebbe potuto accadere qualcosa di inaspettato e non osava nemmeno sperare che avrebbero attraversato senza terribili vicissitudini quelle montagne grandi e alte con vette solitarie, e quelle valli dove non governava nessun re.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo avviso, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.